I miei figli hanno venti, diciassette e quindici anni.

A maggio siamo stati in vacanza insieme: un'abitudine che continuiamo a coltivare.

Quello che osservo è semplice: tre caratteri diversi, scelte spesso opposte e modi altrettanto opposti di stare al mondo. Eppure si appoggiano l'uno all'altro. Ci sono momenti nei quali non si tollerano, ma continuano a scegliersi.

Ho letto che si chiede alle persone di assomigliarsi per sentirsi unite. Bisognerebbe lasciarle diverse e insegnare loro a rispettare le differenze.